I giardini di Monet prorogati fino a giugno

Una volta Monet ebbe a dire che se non avesse fatto il pittore sarebbe stato un giardiniere. Si era costruito negli anni, con pazienza e maestrìa, un grande giardino domestico maturando una specie di “ossessione” artistica verso i fiori. I giardino fatto in casa gli ispirò i modernissimi salici piangenti, il viale delle rose, il ponticello giapponese fino ad arrivare alle monumentali Ninfee che emergono dalla nebbia luminosa e dal pulviscolo violetto. Nelle circa 60 opere esposte nella mostra curata da Marianne Mathieu, storico dell’arte e vice-direttore del Musée Marmottan Monet di Parigi, troviamo quelle fra le più care all’artista e che lui stesso conservava nella sua casa di Giverny. Il suddetto museo vanta la raccolta più importante dei dipinti di Monet grazie alle donazioni dei collezionisti d’epoca e del figlio Michel.

Oltre alle ninfee ed ai glicini dai colori sfumati ed evanescenti, alle rappresentazioni della natura e della campagna francese in tutte le sue declinazioni stagionali, la mostra propone capolavori come il Ritratto di Michel Monet neonato (1878-79) o Londra. Il Parlamento. Riflessi sul Tamigi (1905). In questa imperdibile monografia del maestro impressionista abbiamo modo di attraversare tutto il suo percorso artistico a partire dai primissimi lavori: le celebri caricature della seconda metà dell’800 con cui guadagnò i primi soldi e un po’ di fama nella sua città natale, Le Havre, passando poi per i paesaggi urbani e rurali di Londra, Parigi e delle sue molteplici dimore. Nel viaggio è inclusa anche una tappa in Liguria, testimoniata dal dipinto del Castello di Dolceacqua. Gli oltre 200.000 visitatori dei primi 4 mesi di apertura, hanno convinto gli organizzatori a prorogare la mostra fino al 3 giugno, regalando così a tutti gli appassionati dell’impressionismo la possibilità di non perdersi questa mostra unica nel suo genere. (ph apertura courtesy of Iskra Coronelli 2017 per Arthemisia)

Fino al 3 giugno 2018
Claude Monet
Museo del Vittoriano – Ala Brasini
www.ilvittoriano.com

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