Ispirazione Lucio Fontana. Quando le arti visive celebrano il movimento spaziale

Danza, cinema, moda e design ripercorrono i fasti del grande pittore, ceramista e scultore di origini argentine Lucio Fontana, fondatore nel 1946 del Movimento Spaziale: la nuova arte che superava i limiti di spazio e tempo per poi raggiungere il suo apice nella “fase dei tagli” dell’Artista, scomparso alla fine degli anni ’60.

Fontana Project di Emiliano Pellisari
E’ dai “tagli” che parte l’ispirazione di Emiliano Pellisari, regista e coreografo della Compagnia NoGravity Theatre, ospitata dall’Accademia Filarmonica Romana il 15 e 16 maggio nella Sala Casella con lo spettacolo “Fontana Project”: un omaggio a Lucio Fontana, trasposto in performance contemporanea grazie alla creatività di Emiliano Pellisari e Mariana Porceddu. Sul palco – allestito con teli elastici a terra sovrastati da un grande schermo riflettente “Mylar” che fa da specchio creando profondità – si muovono sapientemente la stessa Mariana/P e Mario Consolazio. Con evoluzioni dentro e fuori lo spazio verso nuove concezioni visive e la possibilità per il pubblico di esplorare la scena nella sua tridimensionalità, guardando oltre. I giochi di luce creano illusioni ottiche, pieni e vuoti, dando sostanza e spessore ai movimenti per una “estetica dei tagli” che diventa arte scenica, viaggio onirico, spazialità. In due tempi: Opera Grammaticale 1, Grammatica del corpo e Opera Grammaticale 2, Grammatica dello spzaio. Il corpo è infatti crisalide, ombra, visione, creazione, essere, infinito.(crediti immagini: in apertura, un bellissimo quadro dello spettacolo romano, courtesy NoGravity Theatre e Ufficio Stampa AFR)

Ispirazione Fontana
Lucio Fontana è da tempo fonte di ispirazione nelle arti visive, nel design e nella moda. Lo stesso Artista, del resto, declinò il suo “concetto spaziale” applicando la sezione su modernissimi gioielli, alcuni disegnati con Gem Montebello; nella moda, con tre abiti per l’Atelier di Bruna Bibi e Giuseppe Telese a Milano. Anche la grande Stilista Mila Schön riportò i famosi tagli dalle tele alla sartorialità degli abiti nella Collezione di Alta moda del ’69, creando modelli unici caratterizzati da strategiche linee verticali praticate lungo la stoffa e appena dischiuse. Indimenticabili gli scatti di Ugo Mulas che suggellarono questa collezione attraverso la modella Benedetta Barzini. Nel design spicca invece Ermanno Cressoni, architetto visionario che per il Centro Stile Fiat negli anni ’90 riprese i tagli di Fontana nella creazione della carrozzeria di Fiat Coupé, sorprendendo l’intero settore dell’automotive con un’ardita innovazione che caratterizzò in modo specifico il modello, rendendolo senza tempo. (crediti immagini: courtesy Press Office Eventi Pagliai, cover del Catalogo della mostra romana del 2003 “Mila Schön . La Signora dello Stile” di Bonizza Giordani Aragno, Edizione Polistampa/Leonardo libri, ph_Ugo Mulas)

The final cut al cinema
Materiali d’archivio, testimonianze internazionali e capolavori dei musei di tutto il mondo: arriva il 25, 26 e 27 maggio sul grande schermo il docufilm/evento “Lucio Fontana. The final cut” per la stagione Nexo Studios. La Grande Arte al Cinema, un ritratto inedito del Maestro prodotto da Good Day Films e Nexo Studios, diretto da Andrea Bettinetti e con la voce narrante di Miriam Leone. Il film parte dallo studio di Fontana a Comabbio, passando alla Milano del dopoguerra, dalle strade di Rosario in Argentina dove l’artista è nato nel 1899, alla Scuola di Belle Arti di Buenos Aires dove ha insegnato negli anni Quaranta, sino ai maggiori musei italiani e del Nord Europa che hanno ospitato le mostre dell’artista, nonché alla prima grande esposizione a lui dedicata a New York presso la galleria Martha Jackson, per terminare di nuovo nella casa di famiglia di Comabbio. Numerose, inoltre, le testimonianze di chi lo ha conosciuto: da Michelangelo Pistoletto a Roberta Cerini Baj, passando per grandi artisti ed esperti internazionali. Così il Maestro sintetizzava la sua nuova arte: “La scoperta del cosmo è una dimensione nuova, è l’infinito. Allora buco questa tela, che era alla base di tutte le arti, e ho creato una dimensione infinita”. (crediti immagine locandina e fonte testi, courtesy Ufficio Stampa Nexo Studios)

www.nogravitytheatre.com
www.filarmonicaromana.org
www.leonardolibri.com
www.nexostudios.it