L’Art Nouveau come antitesi al presente, in nome della bellezza. Potremmo sintetizzare così l’idea che sottende la spettacolare mostra “Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzione” appena inaugurata nelle sale di Palazzo Bonaparte, a Roma sino all’8 marzo 2026. Nelle 150 opere dell’Artista – di origini ceche ma parigino d’adozione, che amava le “donne forti che non hanno bisogno dello sguardo maschile per emergere” come ha dichiarato in conferenza stampa il bis bis nipote di Mucha – è tutto un trionfo di raffinatezza, delicati dettagli, abilità grafiche, moderne visioni di donne rappresentate come muse e in splendide allegorie di stagioni. E in più una chicca finale, grazie a un prestito del tutto eccezionale: la Venere di Botticelli come summa del fascino femminile senza tempo .
Un viaggio nell’eleganzaNella retrospettiva sono stati raccolti tutti i capolavori dell’Artista (tra cui Gismonda, 1894; Médée, 1898; JOB, 1896; la serie The Stars del 1902 o quella sulle Pietre Preziose del 1900 o ancora gli studi sull’Epopea Slava) provenienti dal Mucha Museum di Praga. Inoltre completano l’esposizione opere archeologiche e rinascimentali, capolavori dell’Ottocento come La contessa De Rasty (1879) di Boldini, sino al Novecento con la sontuosa Semiramide (A Babilonia) del 1905 di Saccaggi. La mostra diventa subito totalmente immersiva nel senso letterale del termine, grazie ad arredi, oggetti di design, fotografie e materiali d’epoca, profumi sparsi nell’aria (essenze ad hoc frutto dello studio di Laura Bosetti Tonatto) e allestimenti eccezionali che rendono la visita indimenticabile. Sette le nutrite sezioni della mostra: Prima sezione – Donne, Icone e Muse; Seconda sezione – Spiritualismo; Terza sezione – Parigi; Quarta sezione – Botticelli e Mucha: la bellezza femminile tra idealizzazione rinascimentale e icona moderna; Quinta sezione – Il fascino della bellezza tra antico e moderno; Sesta sezione – Ritorno in Patria; Settima sezione – Lo Stile Mucha. Dulcis in fundo, la Venere di Botticelli (1485-1490) prestata in via del tutto eccezionale dai Musei Reali – Galleria Sabauda di Torino, perfetta sintesi del concetto di bellezza e seduzione. La Venere, infatti, è una icona del fascino immortale, trait d’union ideale tra arte rinascimentale e Art Nouveau. Il capolavoro quattrocentesco, recentemente oggetto di approfondite indagini diagnostiche, dialoga con le figure femminili di Mucha rivelando come l’ideale di bellezza attraversa i secoli con continuità inaspettata.
Dalla Belle Epoque ai giorni nostriGli stilemi dell’Art Nouveau hanno ispirato, oltre al settore della moda attuale e alla pubblicità, persino il mondo dei tatuaggi e dei fumetti come dimostra una dettagliata sezione della mostra. Del resto Mucha non è stato solo un artista: è stato un innovatore, un comunicatore visivo capace di dare una forma seducente e riconoscibile all’immaginario della Belle Époque. I suoi celebri manifesti pubblicitari – come quelli dedicati a Sarah Bernhardt o ai profumi e ai liquori parigini – non solo resero popolare l’arte grafica, ma trasformarono il linguaggio visivo del suo tempo, anticipando i principi del design moderno. La donna di Mucha, con le sue linee flessuose, i capelli fluenti, le vesti leggere e gli elementi naturali che la circondano, è diventata l’icona universale della femminilità Art Nouveau, movimento che ha rivoluzionato le arti applicate e la visione estetica tra fine Ottocento e inizio Novecento. Imperdibile. (crediti immagini courtesy Arthemisia Press office: in apertura, una immagine dell’allestimento immersivo; a seguire Alphonse Mucha Les Amants 1895 Litografia a colori, 106,5×137 cm © Mucha Trust 2025; Alphonse Mucha Ventesima mostra del “Salon des Cent” 1896 Litografia a colori, 63×43 cm © Mucha Trust 2025.
La mostra è organizzata: con il patrocinio del Ministero della Cultura, della Regione Lazio, del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura, dell’Ambasciata della Repubblica Ceca e del Centro Ceco presso Ambasciata della Repubblica Ceca, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia, in collaborazione con la Mucha Foundation e i Musei Reali di Torino. La curatela è di Elizabeth Brooke e Annamaria Bava, con la direzione scientifica di Francesca Villanti. La mostra è in partnership con Generali Valore Cultura. Main partner della mostra la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale e con Poema. La mostra vede come special partner Ricola, radio partner Dimensione Suono Soft, media partner la Repubblica, hospitality partner Hotel de Russie e Hotel de la Ville, mobility partner Atac e Frecciarossa Treno Ufficiale, sponsor tecnico Ferrari Trento e con il supporto tecnico del Mucha Museum e di Prague City Tourism. Catalogo Moebius.
Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzionedall’8 ottobre 2025 all’8 marzo 2026Palazzo Bonaparte – Piazza Venezia, 5 Romaorari: dal lun. al giov. 9-19.30; ven. sab. dom. 9-21è consigliata la prenotazione con preacquisto del bigliettowww.mostrepalazzobonaparte.itwww.arthemiasia.it#MuchaBonaparte