Relative Calm di Robert Wilson. Visioni oniriche nel tempo e nello spazio

L’Auditoriun Parco della Musica Ennio Morricone ha ospitato a Roma in anteprima mondiale il visionario spettacolo Relative Calm di Robert Wilson e Lucinda Childs, per tre ipnotiche sere (17, 18 e 19 Giugno) in sala Petrassi nell’ambito della nutrita programmazione artistica della Fondazione Musica per Roma. Uno spettacolo per fini intenditori della danza contemporanea e non solo: sulla scena uno schermo gigante e 12 ballerini che si sono alternati in una estenuante performance circolare, come le lancette di un orologio. I quadri principali sono tre, scanditi dal passaggio in alto di un esopianeta grigio che viene assimilato a un pendolo, mentre sul palco si esibiscono dapprima replicanti dallo sguardo fisso con movimenti ripetitivi in una ossessione ipnotica su uno sfondo nero, rotto dall’apparire di linee bianche a formare un labirinto: e siamo nel futuro, in una dimensione nuova, ma al tempo stesso nel presente della incomunicabilità e della ripetitività. Si prosegue poi, andando indietro e in avanti nel tempo, con una ambientazione dominata da bellissime luci rosso scarlatto, mentre si crea una sorta di corte sul palco, che danza il minuetto intorno a una regina calva: e siamo nel ‘700 o forse no. L’ultimo quadro, con uno sfondo di luci a intermittenza, ripropone il volteggiare ipnotico dei ballerini che come dervisci ci portano in un mondo futuribile e al contempo nel presente delle incertezze. A inframezzare il tutto, Lucinda Childs che compare in scena con un monologo mentre alle sue spalle corre al ralenty esasperato un ghepardo, l’animale più veloce sulla Terra; e, altrove, una mandria di bufali sembra invadere la sala con il fragoroso rumore di zoccoli che stordisce tutti gli umani presenti. E siamo in Africa, ma anche nell’hic et nunc dello spettacolo. Il tempo si è dilatato e sospeso, tanto che il pubblico sente di aver vissuto una esperienza immersiva durata ore. Invece la realtà del nostro orologio non conferma questa ipotesi e ci lascia interdetti, suscitando ancora nuove emozioni. (nelle immagini: in apertura, un momento dello spettacolo Relative Calm, ph courtesy of_©Luca Guadagnini; a seguire, un composit che ritrae la presentazione in conferenza stampa, nella Sala Petrassi Auditorium Parco della Musica Roma, ph_©Marina De Benedictis; a chiudere: una scena dello spettacolo Relative Calm, ph courtesy of_©Luca Guadagnini)

L’orizzonte degli eventi
Relative Calm, opera nata diversi anni fa e finalizzata sotto il lockdown, è la rappresentazione di ciò che è relativo sia nel tempo che nello spazio. Con una magistrale capacità creativa, Lucinda e Robert ci fanno infatti viaggiare sul limitare dell’orizzonte degli eventi, dove tutto si azzera e ricomincia in un loop infinito. Il pubblico in sala resta sempre in attesa di qualcosa, mentre la scena si evolve inaspettatamente, scardinando tutti i nostri meccanismi mentali. Un minuzioso lavoro sul movimento, sul sé, sulla memoria e sulla percezione psicologica che diviene arte.
Prodotto da Fondazione Musica per Roma insieme al Teatro Comunale di Bologna e Théatre Garonne\scène européenne di Toulouse in coproduzione con il LAC Lugano Arte e Cultura e Le Parvis\scène nationale Tarbes Pyrénées. Il progetto e l’ideazione sono di Change Performing Arts.
Ideazione, luci, video, spazio scenico e regia Robert Wilson, Coreografia Lucinda Childs, Musiche Jon Gibson, Igor Stravinsky, John Adams.
MP3 Dance project diretto da Michele Pogliani. Performers: Giuseppe Catalfamo, Simone Cioffi, Francesco Curatolo, Asia Fabbri, Gaia Foglini, Lorenzo Ganni, Noemi Gregnanin, Giovanni Marino, Sara Mignani, Silvia Prete, Agnese Trippa, Irene Venuta, Rachele Zedde.

Relative Calm_la musica
Igor Stravinsky: “Pulcinella suite” (1922), esecuzione e registrazione Parco della Musica Contemporanea Ensemble diretto da Tonino Battista.
Jon Gibson: “Rise” (1981)/parte 1 di “Relative calm”; fiati, tastiere, autoarpa, suono ambientale, sassofono soprano e percussioni, New World records.
John Adams: “Light over water”\parte 3, (1985), sinfonia per ottoni e sintetizzatori, New Albion Records.

www.auditorium.com

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