Murrina Vasa. Il lusso ai tempi dei Romani

Il concetto di lusso declinato all’epoca di Roma Imperiale è fitto di strabilianti esempi giunti sino a noi spesso in realizzazioni perfettamente intatte. Un caso emblematico è costituito proprio dai magnifici vasa esplorati nel nuovo volume di Dario Del Bufalo “Murrina Vasa, a Luxury of Imperial Rome”, appena presentato fra le mura di Palazzo Caetani Lovatelli nel cuore della Capitale al cospetto di Raniero Gnoli – uno dei massimo esperti di marmi e pietre da decorazione del mondo antico – Vittorio SgarbiRoberto Marcucci. Edito da L’Erma di Bretschneider, questo libro cerca di far luce sulla reale origine di questi misteriosi e raffinatissimi oggetti molto ricercati dall’allora “Roma Bene”. Ma ancora oggi i manufatti sono circondati da un alone di mistero e da episodi leggendari tramandati dall’antichità. Secondo le fonti, infatti, i Romani erano disposti a pagare altissime cifre per avere un pezzo da collezionare: il mestolo da vino murrino appartenuto a Petronio, ad esempio, non valeva meno di 300.000 sesterzi. L’Arbiter Elegantiarum lo distrusse in punto di morte per sottrarlo a Nerone, che si rifece acquistando una coppa murrina alla cifra di 1 milione di sesterzi. Il tema ha ipnotizzato sapienti scrittori latini: Properzio, Giovenale e Plinio il Vecchio nel XXXVII libro della Naturalis Historia. Ma cos’era la murrha? Marmo, alabastro, fluorite, vetro, porcellana, conchiglia, ambra, mirra o diaspro? I 300 esemplari di vasi murrini selezionati da tutto il mondo e documentati da Dario Del Bufalo nel suo volume, ci daranno proprio la risposta più attendibile. Un tripudio di eleganza e bellezza senza fine. (In apertura: Murrina Vasa coppa con belle maculae_Roma I Sec. a.C./I Sec. d.C._Vienna Kunsthistorisches Museum; Cover del libro_ph bertolamifinearts ufficio stampa)

www.dariodelbufalo.it

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