E’ un immergersi nella Natura più rigogliosa, fra prati di malva in fiore, gelsomini e boccioli d’arancio, bionde spighe e caleidoscopici giochi di colori. Questo il mood immersivo della sfilata Metamorphoses SS 2023 firmata Caterina Moro, andata in scena il 12 Luglio negli spazi delle ex Caserme Guido Reni per Altaroma. Abiti con stampe floreali e orli tagliati al vivo, fitti plissé come foglie a primavera profilate di clorofilla, tracce di campagna nel terra di Siena, minimalismo ancestrale e semplicità rigenerante che riporta alle origini della vita. Il tutto in una palette di tinte che vediamo proiettate sul maxischermo e nel lungo videowall della passerella: in un infinito tripudio di inflorescenze dall’effetto mimetico e al tempo stesso ipnotico. Le modelle, infatti, sembrano letteralmente emergere da un bosco incantato, fiorire da un campo di grano, rinascere dalla bellezza di Madre Natura. I tessuti, del tutto green, completano l’opera: seta e cotone sostenibile, maglieria in cotone bio, denim certificato, lini, cotoni e sete grezze Wastemark, Econyl, poliestere rigorosamente riciclato. (ph_Marina De Benedictis: in apertura, un momento della sfilata in immersione caleidoscopica fra prati e abiti floreali; a seguire, un composit che rivela il dettaglio del plissé su poliestere riciclato; a chiudere, nel backstage Caterina Moro con le modelle di Metamorphoses)
L’idea della sfilataMetamorphoses SS 2023 nasce dall’emozione suscitata in Caterina Moro da un’opera di Bernini conservata alla Galleria Borghese: Apollo rincorre Dafne che, per sfuggirgli, si trasforma in una pianta d’alloro. I piedi, le mani e i capelli della ninfa diventano foglie e radici. Scolpita nel marmo, una donna diventa una pianta. Nella sua collezione Primavera/Estate, Caterina investiga quindi il mondo delle metamorfosi: un mondo ideale, aperto e fluido, in cui ogni cosa diventa altro e la natura assume molteplici forme, perché la vita è un flusso e un divenire, e le possibili trasformazioni sono infinite. Metamorphoses analizza i passaggi dal mondo naturale a quello umano e viceversa, creando la collezione più green del Brand.
Collaborazioni artisticheIl fotografo Germano Serafini ed il progetto MACROMICRO: uno studio di elementi naturali, passati al microscopio dello scanner fotografico e ricombinati in chiave artistica. Caterina e Germano trasformano un prato in primavera: spighe, quadrifogli e piante selvatiche diventano elementi couture attraverso la lente fotografica e vengono stampati su seta sostenibile grazie al supporto di un’eccellenza italiana come Ratti Spa. L’artista svedese Carina Sohl raccoglie erbe e fiori nei campi e, con una tecnica naturale ed ecosostenibile, li imprime su pelle naturale, realizzando dei piccoli e poetici fossili vegetali. Dalla collaborazione con Caterina Moro nasce un capo iconico come l’HERBARIUM WAISTCOAT: un erbario da indossare, che esplora le diverse nuance della pelle naturale, conservando per sempre al suo interno la bellezza dei fiori. Con l’incisore Caterina Giannottu la stilista romana rilegge in senso “naturale” la tecnica del monotipo xilografico: invece che matrici lignee incise a soggetto botanico sono gli elementi naturali stessi – cardi, spighe e erbe selvatiche – ad essere la matrice della stampa. I fiori di una specie sono simili tra loro, ma anche diversi l’uno dall’altro: Madre Natura crea monotipi unici, – uno per ogni capo stampato su denim sostenibile. (fonte: Anna Bollati Creative Communication & Pr Agency)
www.caterinamoro.itwww.altaroma.it