Una mostra monumentale che raccoglie all’Ara Pacis di Roma oltre 130 stampe ai sali d’argento in bianco e nero della collezione dell’Atelier Robert Doisneau a Montrouge, dove il grande fotografo ha stampato e archiviato le sue immagini per oltre cinquant’anni per poi spegnersi nel 1994, lasciando un’eredità di quasi 450.000 negativi. L’esposizione è però una occasione unica per scoprire lo spirito intimo di questo artista, la sua filosofia. Infatti l’arte di uno dei padri fondatori della fotografia umanista francese e del fotogiornalismo di strada, è fatta di attese per cogliere un evento che si sta per verificare; oppure di costruzioni organizzate ad hoc quando le foto sono commissionate: come nel caso dello scatto iconico che per “Life” coglie un bacio di una coppia nella folla, grazie a una inimmaginabile messa in scena con due attori protagonisti (Le baiser de l’hôtel de ville, Paris 1950). L’arte di Doisneau non è però solo immagini, ma soprattutto storia dell’umanità e specchio della sua profonda sensibilità generata da una infanzia sofferta. Per questo i suoi scatti sono intrisi di una sottile malinconia, di un profondo senso di solitudine anche quando si avverte ironia e umorismo. Nella sua ricerca artistica – che si concentra sulla scoperta del mistero psicologico della persona – si è sempre contornato di compagnie con le quali condividere una importante affinità spirituale, come con Prevert e altri noti artisti – fra scrittori, pittori e attori – frequentati a cavallo fra gli anni ’30 e ’90. La mostra, alla sua terza tappa dopo Rovigo e Aosta, si snoda in ben 11 sezioni: Concierges (1945-1953): una serie di scatti dedicati ai portinai di Parigi; Enfances (1934-1956), dove i soggetti fotografati sono spesso complici, in particolare i bambini che popolano e animano le strade di periferia; Occupation et Libération (1940-1944), dove crea finalmente come fotografo indipendente, ma sopraggiunge la guerra e l’Occupazione; L’Après-Guerre (1945-1953), che ritrae la rinascita nel Dopoguerra; Le Monde du travail (1935-1950), cinque anni nel reparto pubblicitario delle officine Renault con gli scatti che agli operai dei sobborghi parigini; Le Théâtre de la rue, nella scuola della strada; Scènes d’intérieur (1943-1970), dove la categoria dei “vinti” ha in sé il dramma e il ridicolo; Mode et Mondanités (1950-1952), incontra Edmonde Charles-Roux, giornalista di “Vogue” e diventa un cronista della vita parigina e artistica del tempo; Portraits (1942-1961), i ritratti, spesso su commissione, fra i quali ricordiamo Picasso, Dubuffet, Alberto Giacometti, Jean Cocteau; Une certaine idée du bonheur (1945-1961), un mondo di bellezza; Bistrots (1948-1957), trascinato da Robert Giraud, scopre l’ambiente dei bistrot e della banlieue di Parigi. All’interno del percorso espositivo saranno proiettati spezzoni tratti dal film di Clémentine Deroudille “Robert Doisneau. Le Révolté du merveilleux” e un’intervista al curatore Gabriel Bauret. (ph courtesy of Zetema Progetto Cultura: in apertura, Robert Doisneau, , L’Information scolaire, Paris 1956, © Robert Doisneau; a seguire l’iconico scatto Robert Doisneau, Le baiser de l’Hôtel de Ville, Paris 1950 © Robert Doisneau; Robert Doisneau, Fox-terrier au Pont des Arts, Paris, 1953, © Robert Doisneau)
A cura di Gabriel Bauret, promossa e prodotta da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e Silvana Editoriale. Supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura. Catalogo Silvana Editoriale. Radio partner Dimensione Suono Soft. Catalogo “Robert Doisneau”, edito da Silvana Editoriale. Per le persone con disabilità visiva è stato progettato, in collaborazione con il Museo Tattile Statale Omero, un percorso dedicato dotato di disegni a rilievo e relative audiodescrizioni. Sarà inoltre disponibile un calendario di visite tattili gratuite, guidate da operatori specializzati. Anche per il pubblico non udente saranno disponibili visite guidate gratuite alla mostra, con interpreti LIS, grazie al Dipartimento Politiche Sociali e Salute – Direzione Servizi alla Persona di Roma Capitale e realizzato dalla Cooperativa Segni d’Integrazione – Lazio.
Robert DoisneauSino al 4 Settembre 2022Museo dell’Ara PacisIngresso alla mostra da Via di Ripetta 180, 00186 RomaTutti i giorni 9.30 – 19.30. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusuraTel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)www.arapacis.it; www.museiincomune.it; www.zetema.it