Malgrado il tempo inclemente anche questa VI edizione del concerto in memoria delle vittime giapponesi ed italiane del terremoto e dello tsunami, ha registrato una vasta affluenza di pubblico. L’area riservata era al completo e molta gente sostava in piedi nelle navate rapiti e quasi ipnotizzati dalla stupenda performance degli artisti. Ha aperto il concerto la cantante Mimei Sakamoto che, indossando un kimono bianco nunziale, ha eseguito un brano dal titolo “Leggenda blu” di cui ha scritto il testo su musica di Seiji Endou. La canzone celebra le vittime del “Rachi-Mondai” (dove rachi significa rapimento e mondai problema), quando negli anni dal 1965 al 1975 cittadini giapponesi e non vennero sequestrati dal governo nordcoreano e dopo più di 40 anni solo cinque di essi hanno fatto ritorno a casa. Il concerto è proseguito con l’Allegro tratto dal Nisi Dominus di A. Vivaldi nella toccante interpretazione di Riyoko Ikeda che oltre ad essere un’ottimo soprano è anche universalmente famosa per essere l’autrice di Lady Oscar, quell’anime avventuroso che ha accompagnato l’adolescenza di chi scrive e di molti lettori. La terza parte del concerto è stata dedicata alla Petite Messe Solennelle che Gioacchino Rossini inizialmente scrisse per dodici cantanti, due pianoforti ed un harmonium, ma che solo in seguito decise di orchestrare. “Questa piccola composizione – scrisse – è, purtroppo, l’ultimo peccato della mia vecchiaia”. Le quattro voci , due femminili e due maschili, erano affidate alla “nostra” Yasko Fujii, il soprano che da tempo ci vizia e ci delizia con le sue impeccabili ed appassionate interpretazioni; alla mezzo-soprano Sandra Buongrazio che ha offerto una magistrale esecuzione in un ruolo tutt’altro che facile; al tenore Oscar Oré, una giovane promessa con le carte in regola per entrare tra i grandi e per finire all’inossidabile baritono Yoshitaka Murata, che, come il buon vino, migliora col passare degli anni. Ben due cori erano presenti a dare pienezza e atmosfera ai brani: il Coro Teatro della Fortuna M. Agostini diretto da Mirca Rosciani e il Coro Ikeda Riyoko to Barano muse tachi. A dirigere con precisione ed eleganza l‘Orchestra Sinfonica G. Rossini, il Mo. Daniele Agiman, presenza costante e rassicurante nonché sinonimo di maestria e professionalità. Quando dopo quasi due ore di musica gli strumenti vengono riposti nelle custodie e musicisti e pubblico lentamente abbandonano la Basilica, tra le navate ormai silenziose resta il ricordo di tutte quelle persone che la natura spesso spietata e imprevedibile ha tolto all’affetto delle famiglie e degli amici, persone che ogni anno, l’11 marzo, noi ricorderemo nel modo più commovente e coinvolgente: con la musica.