È un filo rosso ciò che lega tutte le opere dell’artista italo-argentina Lucia Calabrino, in mostra con “Tra fili e luci” sino al 26 febbraio presso la Galleria Contemporary Art Shop al numero 84 di viale Germanico, nel centro di Roma. È il filo rosso delle emozioni, degli affetti e del cuore che – insieme al blu intenso dei ricordi, dell’interiorità e dell’attesa – genera grande commozione nello spettatore. Perché Lucia crea opere utilizzando l’antica tecnica della cianotipia, con la quale impressiona tele di cotone con l’impronta di sé per delineare il suo viaggio nel mondo e le sue radici; carta con intrecci di mani familiari e intime parole ricamate, per fotografare i sentimenti; “cartoline” di vetro e piccole fotografie, per fermare il passato e i ricordi. Un crogiuolo di sperimentazioni che comportano da parte dell’Artista sorpresa, innumerevoli tentativi e inattesi risultati. Lucia ha così affinato negli anni l’arte dell’attesa, il passare dei giorni, l’incertezza. Il suo è un approccio che potremmo definire filosofico, sempre in nome della memoria. Perché “Non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo” (Isabel Allende).
Il mare, la terra, il cuoreLa mostra romana si divide in due sezioni, che in realtà costituiscono un continuum: un viaggio unico dentro le emozioni e la storia dell’Artista. Nel percorso denominato “Atavico” scopriamo il profondo significato della parola emigrazione, dalle origini familiari sino ad oggi: da Mar del Plata nel resto del mondo, attraverso il cuore e le immagini al blu di Prussia così fortemente evocative per l’osservatore. In “Sguardo di donna” l’Artista utilizza ancora nuove tecniche per esprimere il mistero della figura femminile mai interamente svelata, in un gioco di pennellate, scatti fotografici, viraggi in seppia, fil rouge. E fra queste creazioni, campeggia un desiderio intimo e doloroso, fissato in un ricamo attraverso le parole “mis manos es tus manos, sigo intiendo la posibilidad del reencuntro” nel trittico familiare “Le mie mani nelle tue mani”.
Infiniti linguaggi visiviLucia esprime in questa esposizione la sua capacità di utilizzare la cianotipia come un mezzo per sviluppare nuove tecniche e soprattutto per “rendere visibile ciò che non sempre lo è” come sosteneva Paul Klee. Lettere, mappe, impronte, ricami, fotografie, tessiture, visioni e paesaggi inglobano una intera vita e più generazioni familiari, dando significato ai temi cari all’Artista: l’identità, la famiglia, il tempo e i luoghi dell’anima. Aspetti strettamente personali nei quali ognuno di noi può immergersi e ritrovare il sé. (crediti immagini: foto e composit di Marina De Benedictis: alcune opere esposte nella mostra romana “Tra fili e luci”; ritratto di Lucia Calabrino, per gentile concessione dell’Artista)
Lucia Calabrino_bio“Sono nata a Mar del Plata vicino al mare, in Argentina, sono anche cittadina italiana. I miei genitori, immigrati italiani, sbarcarono lì negli anni 50. Nel 2024, la città di Mar del Plata celebra il 150° anniversario della sua fondazione, e in questo contesto si sviluppa il mio Progetto tra i due paesi. Dopo aver finito il liceo, sognavo di studiare arte e l’unica istituzione con questo orientamento era la Scuola Superiore di Arti Visive Martín A. Malharro. L’anno 1981 fu l’inizio della mia carriera artistica, 40 anni fa. I miei genitori, Luigi, napoletano, Giovanna, siciliana, arrivarono in Argentina scappando dalla povertà causata dalla Seconda Guerra Mondiale. La casa, il cibo e il lavoro era la cosa più importante, mentre che una figlia, donna ed artista era inaspettata. Studiare Belle Arti mi ha permesso di riscoprire il mondo; molti anni dopo, ho capito che non sarebbe stato possibile per me seguire un’altra strada. I miei genitori, loro malgrado, erano molto creativi. Mia mamma, in cucina e con le sue creazioni. Mio padre costruendo mosaici giganti per rivestire l’interno della casa”. Lucia vive a Buenos Aires. È Maestra Superiore presso la Scuola di Arti Visive Martín A. Malharro e Laureata in Pubblicità presso l’Università Nazionale di Lomas de Zamora. Ha completato il workshop di post-laurea “Disegno in Scena” presso l’Università Nazionale delle Arti. Ha studiato fotografia sperimentale, cianotipia, libro d’artista, processi fotografici alternativi, fotovetro e libro modificato. Nel luglio 2023 ha partecipato alla Residenza Artistica di Fotografia Sperimentale a Barcellona. I suoi progetti principali includono “ATAVICO” e “Mar del Plata 150”. Ha confermato mostre a Mar del Plata e Rosario (Argentina), Parigi (Francia), Sorrento, Ischia, Acireale, Aci Trezza e Mascalucia (Italia), Barcellona (Spagna).Le sue mostre personali includono:. Spagna: Experimental HUB, Barcellona (2025). Italia: Contemporary Artshop, Roma (2025), Casa Argentina, Roma, Torre del Molino (evento Pe’terre Assaje Luntane, Ischia, Napoli), Chiostro di San Francesco, Sorrento, Francia: Casa Argentina, Parigi Napoli, Villa Fortuna, Aci Trezza, Sicilia, Opera Art Gallery, Acireale, Sicilia, Mascalucia, Sicilia. Argentina: Palazzo Municipale General Pueyrredón, Mar del Plata (2024), La Fragua Cultural, Buenos Aires (2023), Centro Cultural Borges, Buenos Aires (2013). Nelle esposizioni collettive ha partecipato alla Lanzarote Art Gallery (Spagna), al Centro Cívico Pati Llimona e all’Istituto di Studi Fotografici della Catalogna a Barcellona, Spagna, oltre che alla V Biennale del Libro d’Artista presso il Museo Casa Carnacini, Buenos Aires (2023). www.luciacalabrino.com.ar
Tra fili e luciSino al 26 Febbraio 2025Contemporary Art ShopViale Germanico, 84 – RomaIG: luciacalabrino.pinturaIG: contemporary_artshop