L’arte emozionale di Michel Oz in mostra a Messina

Quando si è davanti a un’opera dell’Artista Michel Oz, accade qualcosa di inaspettato e sorprendente. In primis, secondo le leggi della Gestalt, si coglie a colpo d’occhio l’insieme del collage, con una predilezione verso il colore e le figure umane che subito emergono dal tutto; poi, in seconda battuta, si analizzano i dettagli. Ed è a questo punto che il quadro prende vita e cattura dentro lo spettatore, trascinandolo in un mondo tutto da scoprire: dall’insight primordiale dell’Autore alla realizzazione tecnica dell’idea creativa, per cogliere il messaggio sociale che si cela tra uno strappo e l’altro, ma anche il mondo interiore dell’Artista stesso. Le opere di Michel Oz si pongono infatti tra il decollage di Mimmo Rotella e la pop art degli anni ’70, per andare oltre.

Così, in “Postman”, scorgiamo l’immagine di Keith Haring, come anche in “900” i suoi stilemi grafici; in “Love is in the beard”, la banana richiama Andy Warhol e la cover dell’Lp dei Velvet Underground & Nico. Ma c’è dell’altro: in “Uomo, pipa e ballerine”, ad esempio, lo spettatore è chiamato a fare uno sforzo in più di analisi e sintesi, sia attraverso le immagini che nei concetti a partire dal titolo dell’opera. E così via, per ciascuno dei quadri firmati Michel Oz, dove l’opera diventa comunicazione visiva secondo i dettàmi della Psicologia della Percezione. Come anche nella “Madonna bendata” dove scorgiamo, al centro della tela, parte di un volto santo e poi d’improvviso la figura di un uomo posto alle spalle in modo minaccioso, con la mano sulla bocca di lei. L’esperienza è totale – fisica e intellettuale – e il fruitore è libero di proiettare proprie sensazioni o deduzioni a partire da ciò che ha desiderato esprimere l’Artista. Lo spazio creativo sconfina quindi in chi guarda, divenendo emozione. Un’emozione da vivere insieme a Michel Oz. (crediti immagini courtesy of Carlo Ciuffo: in apertura, “Madonna degli Orfei”, Michel Oz 2021, dettaglio; “Madonna bendata”, “Madonna del disgusto” e “Madonna degli Orfei”, Michel Oz 2021/22, composit di Marina De Benedictis; la locandina della mostra Super-serie Madonne, in corso a Palazzo Zanca, Messina)

Super-Serie Madonne_la visione dell’Artista
La raffigurazione di Maria, emblema della Donna nella storia dell’arte occidentale, è stata soggetta a diverse interpretazioni da parte degli innumerevoli artisti che si sono cimentati nella sua riproduzione; questo ha lasciato una traccia indelebile che ci permette di seguire un vero percorso evolutivo dell’immagine della Vergine nel tempo. Arricchita di volta in volta di intenti e caratteristiche psico-fisiche sempre più complessi, la Madonna è passata da mera rappresentazione decorativa ad una più incarnata enfatizzazione umana, tramite cui è stato possibile mettere in luce gli aspetti psicologici ed emotivi della Vergine. Nonostante ci siano innumerevoli differenze tra le varie Madonne del mondo dell’arte, nella visione di Michel Oz, ogni rappresentazione Mariana contiene in sé il centro della sua ricerca e del suo messaggio: la Donna. Simbolo di amore e carità, la Donna-Madonna di Michel Oz perde completamente la grazia e la bellezza delle ricche dame dei secoli passati per diventare, sotto le sue mani esperte, una Donna contemporanea, di strada, che non ha paura di sporcarsi e di lacerarsi le vesti; opere sacre prese in prestito dai grandi maestri del passato e mescolate a manifesti, cartelloni, “pornografia pubblicitaria” spesso in antitesi con l’immagine stessa della Vergine. Una Madonna delle Donne e per le Donne, capace di creare correlazioni metaforiche tra la dignità femminile e la corrente visione del mondo, sempre più sprezzante della vita e della dignità e costantemente dimenticata nell’indifferenza generale, come brandelli di un vecchio spettacolo che ormai non ci interessa più. (Fonte: Carlo Ciuffo, Curatore Scientifico)

Super-Serie Madonne_ il progetto filantropico
La Super-Serie “Madonne” – in mostra a Palazzo Zanca a Messina sino a Febbraio 2023 – nasce nel 2021 come progetto filantropico ad opera dell’Artista Michel Oz, e si articola in un percorso di 10 grandi opere dedicate a quella che è probabilmente l’immagine femminile più rappresentativa nella storia dell’arte occidentale; la vergine Maria. Nati quasi per gioco, i quadri della madonna sono diventati opere sempre più preziose e cariche di significato emotivo, al punto da riuscire a farsi veicolo delle stesse ingiustizie e paure che accomunano moltissime donne, oggi, nel mondo. Non parliamo solo di donne vittime di violenza o di donne schiave del mercato della prostituzione; parlare di discriminazione delle donne significa infatti fare riferimento a problemi anche molto diversi tra loro. Solo per fare un esempio, il 60% degli analfabeti del mondo è costituito da donne e bambine, mentre, un altro studio evidenzia come le donne lavorino per i due terzi del totale delle ore lavorative mondiali, ma dispongano solo 10% del reddito. Sono anche tristemente noti i dati secondo cui, in India, nel 2012, ci sono stati 25.000 stupri dichiarati, che il 98% delle donne Somale hanno subito mutilazioni genitali e che, in Iran, è già salito a 31 il numero di vittime dall’inizio delle proteste civili per la morte di Mahsa Amini. Queste raccapriccianti verità si ripetono ogni giorno sotto lo sguardo indifferente dell’opinione pubblica, e spesso si integrano così bene nella vita sociale da diventare costume, quando non addirittura diritto. In un mondo che può essere così crudele, difendere i diritti delle donne deve diventare una priorità di tutti. E’ alla luce di queste semplici considerazioni che l’iniziale sperimentazione si è trasformata in una vera e propria missione filantropica. Grazie alla collaborazione con Pangea, le opere di Michel Oz sono state inserite all’interno di un progetto filantropico destinato alla raccolta fondi in favore delle donne nel mondo. (Fonte: Carlo Ciuffo, Curatore Scientifico)

https://comune.messina.it

Fondazione Pangea Onlus
La Fondazione Pangea Onlus è un’organizzazione no-profit istituita nel 2002 che lavora per favorire lo sviluppo economico e sociale delle donne, delle loro famiglie e delle comunità circostanti. Pangea agisce all’interno delle maggiori tematiche relative ai diritti umani e delle donne, nonché alle linee di cooperazione allo sviluppo e di welfare indicate dai Paesi in cui operano, dalle Nazioni Unite, dall’Unione Europea e dal Consiglio d’Europa. Grazie alla cooperazione con Pangea, i fondi ricavati dalla vendita delle Super-Serie “Madonne” saranno interamente devoluti per finanziare progetti filantropici a favore delle donne e dei diritti civili.

Michel Oz_bio
Italoargentino, Michel Oz nasce a Roma nel 1977. Realizza quadri d’ispirazione pop sin dall’età di dieci anni. Nei primi anni 2000 fonda LancioArte.com tra i primi portali ad esplorare il concetto di “web gallery”. Partecipa a numerosi eventi underground: MarteLive, l’Ex Mattatoio di Testaccio, i centri sociali e culturali Brancaleone e le mostre private al Piper Club di Roma. Negli anni successivi si dedica all’esplorazione della Pop Culture Underground, concentrando la sua ricerca su Pasting e sui brandelli di messaggi cittadini che raccoglie, strappa e ricompone con disinvoltura, nelle sue opere. Sono gli anni in cui partecipa alle mostre a Roma, alla Extra Art Gallery, al Caffè Letterario, Lo Studio Pastore. A Berlino fino al 2012 presso la mostra permanente negli spazi del Kunsthaus Tacheles. A Roma, a giugno scorso, presso la sezione Cultura dell’Ambasciata Argentina di Via Veneto.

La tecnica
La sua ricerca si concentra sul recupero di frammenti di manifesti delle pareti delle metropoli di tutto il mondo, che vengono poi mixati e reinterpretati su supporto di vecchie tele e cornici rigenerate. D’ispirazione avanguardista, l’osservazione attenta della vita raccontata sui muri delle varie città conduce l’Artista a realizzare opere dal notevole impatto espressivo ed emotivo, che mettono in connessioni brandelli metropolitani eterogenei attraverso un ponte sensoriale capace di unire due o più culture sulla stessa tela. Maestro della tecnica del “pasting” e del “collage”, Michel Oz ci invita con le sue opere a intraprendere un viaggio immaginativo solo apparentemente caotico, in cui passato e presente si confondono in un luogo senza tempo, dove i colori, gli strappi, i frammenti di messaggi diventano metafore dell’umana esistenza. Ogni elemento originario permane, intatto e fiero, integrandosi con il nuovo, e l’incessante processo degli eventi e del tempo che ha impresso nuove forme, modificato i contorni, talvolta ingrigito le immagini, non tradisce il miracolo della creazione artistica che si perpetua e si rinnova. “Strappo brandelli di carta dai muri delle metropoli prima che gli agenti climatici possano biodegradarli. Così inizia il percorso di creazione partendo dal concetto di riciclo, i frammenti sono sempre di forte impatto visivo, anche io rimango sorpreso come se fossi uno spettatore. In ogni opera coesistono contaminazioni artistiche: attraverso il mio stile emerge il vissuto e la creatività di altri” dichiara l’Artista. (Fonte: Carlo Ciuffo, Curatore Scientifico)

https://www.micheloz.com/