Il magistrale colpo d’occhio di Gianni Berengo Gardin al Maxxi di Roma

Giochi di riflessi, inaspettate inquadrature, punti di fuga e la capacità di cogliere nella realtà quel momento irripetibile che genera lo scatto da premio. E’ l’arte di Gianni Berengo Gardin celebrata in 200 fotografie rigorosamente in bianco e nero, esposte nella personale “Gianni Berengo Gardin. L’occhio come mestiere” ospitata al MAXXI dal 4 giugno al 18 settembre 2022. Un’arte che predilige la pellicola senza l’uso di interventi digitali né modifiche di altro tipo per alterarne i risultati. Scopriamo così le foto che ritraggono il nostro paese dal dopoguerra a oggi, con un verismo e una carica emotiva senza paragoni. Dice Margherita Guccione, curatrice della esposizione: «La mostra che il MAXXI dedica a Gianni Berengo Gardin rilegge in una prospettiva nuova la sua lunghissima carriera, segnata da una forte e coerente idea di fotografia-documento, quella che lui chiama “vera fotografia”. Una modalità che rifugge dalla tentazione della manipolazione analogica o digitale, per riaffermare una visione documentaria, ma mai neutrale e sempre partecipe della realtà. L’idea fondante del racconto è di ripercorrere settant’anni di fotografia in modo prevalentemente geografico con alcuni nuclei tematici, un viaggio che parte da Venezia, un luogo sempre presente nel suo modo di guardare, e che attraversa il paesaggio fisico, sociale e culturale del nostro tempo». Reportage, testimonianze storiche, inquadrature ironiche e drammatiche, scatti istantanei o posati con al centro sempre l’essere umano con le sue sofferenze, la vitalità e il vissuto quotidiano: la visione di questo fotografo “artigiano” è tutta puntata verso il sociale per narrare storie, cogliere momenti rappresentativi e unici, documentare il reale con il suo magistrale colpo d’occhio.

I percorsi della mostra
L’esposizione inizia con le grandi illustrazioni dell’artista Martina Vanda sulle scale dello spazio espositivo, poste a parete e ispirate ad alcune fotografie iconiche dell’Artista. All’interno, invece, la mostra è allestita in grandi spazi con dei percorsi liberi dall’ordine cronologico: si comincia con Venezia, la città preferita dal Berengo Gardin che – pur essendo nato nel 1930 a Santa Margherita Ligure – si sente veneziano e dice: «I nonni erano veneziani, i bisnonni veneziani, papà venezianissimo». E’ a Venezia, del resto, che si forma come fotografo anche frequentando i circoli come La Gondola. Spettacolari le immagini, in questa sezione, che colgono la città nella sua essenza poetica negli anni ’50 e poi nel ’68 con le contestazioni durante la Biennale, passando per la serie di scatti dedicati alle Grandi Navi del 2013. Si passa poi a Milano, con le industrie, gli operai e i ritratti degli intellettuali milanesi come Sottsass, Ponti o Fo. Si prosegue dal nord al sud, con una panoramica che documenta una Italia fatta di donne e uomini còlti al lavoro, nell’intimità della casa, a riposare o a baciarsi per strada. Interessanti anche i reportage dai luoghi del lavoro realizzati per Alfa Romeo, Fiat, Pirelli e Olivetti, nonché quelli più drammatici sugli ospedali psichiatrici, che aprono il nostro sguardo verso la multiforme storia del nostro paese. Poi, di recente, le foto sulla vita delle comunità Rom, il terremoto a L’Aquila, i cantieri delle grandi opere come il MAXXI stesso. Infine, dulcis in fundo, una parete dedicata allo studio di Milano del Maestro, luogo creativo per eccellenza e per noi camera delle meraviglie; un’altra parete è invece dedicata ai libri con 250 pubblicazioni che lo riguardano.

Un libro e proiezioni a tema
La mostra è accompagnata dal libro “L’occhio come mestiere” pubblicato da Contrasto e arricchito da un testo di Edoardo Albinati, dalla prefazione di Giovanna Melandri, da uno scritto di Alessandra Mauro e da una conversazione tra Margherita Guccione e Berengo Gardin.
La mostra è curata da Margherita Guccione e Alessandra Mauro; prodotta dal MAXXI in collaborazione con Contrasto, Fondazione Forma per la Fotografia e Archivio Gianni Berengo Gardin.. Main Partner Enel, socio fondatore del Museo. Media Partner: Rai Cultura che, venerdì 13 maggio dalle ore 21.15, propone su Rai 5 una serata straordinaria dedicata al grande Maestro; proiezione successiva al MAXXI mercoledì 22 giugno alle ore19.00. Durante l’evento verrà presentato il libro L’occhio come mestiere, in una conversazione tra Gianni Berengo Gardin e le curatrici della mostra. (crediti fotografici: in apertura, Venezia, 2004 ©Gianni Berengo Gardin/Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia; a seguire, Ritratto di Gianni Berengo Gardin ©Luca_Nizzoli Toetti; Taranto, 2008 ©Gianni Berengo Gardin/Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia)

Gianni Berengo Gardin. L’occhio come mestiere
Dal 4 Maggio al 18 settembre 2022
Spazio Extra MAXXI
Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo
Via Guido Reni, 4a Roma
info: 063201954
www.maxxi.art
|www.contrastobooks.com