Torna nella Capitale dopo ben 14 anni Bill Viola con la nuova mostra Icons of Light a Palazzo Bonaparte: 14 video-installazioni proiettate in loop su diversi schermi nel buio delle sale affrescate di questo splendido palazzo al n.5 di Piazza Venezia. La mostra è organizzata e prodotta da Arthemisia, che ci introduce alla stagione primaverile dell’arte a Roma con un trittico di eventi imbattibili: Gustav Klimt che chiude questo mese; Bill Viola appena inaugurato; Jago presto imminente.Per apprezzare totalmente le opere di Bill Viola, diciamolo subito, è necessario in primis un atto di fede: occorre tollerare l’attesa, restare sospesi, elogiare la lentezza, essere presenti nell’hic et nunc sapendo che qualcosa sta per accadere. Qualcosa di travolgente, spaventoso e bellissimo, ma sempre emotivamente rilevante. Sì perché la videoarte di Bill Viola è il trionfo dell’unexpected mentre si svolge una trama, quando magicamente cambia tutto, soprattutto il nostro punto di vista. Osservando le opere, infatti, non possiamo fare a meno di notare che – nella lentezza dello slow motion – le immagini stimolano inevitabilmente curiosità, aspettativa, ragionamenti deduttivi, identificazioni proiettive, innescando ricordi atavici, collegamenti di idee, richiami a simbolismi religiosi e significati profondamente psicoanalitici. L’arte di Viola è infatti un viaggio nel Sé ma anche una immersione nell’immaginario collettivo junghiano e al contempo nell’inconscio di freudiana memoria, con continui spunti all’arte classica e all’attualità sociale.
Così in Three women, l’esperienza è quella della dimensione parallela, degli spiriti nel Limbo, del trapasso: l’aldilà e il presente, dove l’orizzonte degli eventi è costituito dall’acqua e dal passaggio dal bianco e nero al colore – come ne Il cielo sopra Berlino di Wenders. In Sharon invece, l’acqua è come un liquido amniotico nel quale dormire e risvegliarsi in apnea; in The Reflecting Pool di nuovo l’acqua diventa specchio del tempo, mentre un uomo si tuffa dissolvendosi nel fogliame prima di rinascere nudo dalla piscina, mentre tutto è relativo e compaiono riflessi umani. Intensissimo Observance, dove diverse persone in successione sembrano guardare qualcosa di tragico appena avvenuto al di fuori dello schermo, proprio dove siamo noi, costringendoci a partecipare alle emozioni così chiaramente espresse nei volti dei performer e attivando la nostra immaginazione verso diversi scenari: la perdita di una persona cara, un terribile incidente, le vittime di una guerra? Poi c’è Ascension, dove un uomo si tuffa nel profondo blu a braccia aperte mentre sembra riflettersi, fra le bolle d’acqua e la luce, la forma di una croce. Appare chiaro che la nascita e la morte per Viola sono un continuum dello stesso percorso e quindi i temi ricorrenti in ogni sua opera. L’Artista afferma inoltre che “L’Arte per me è il risveglio dell’Anima”. E il ritorno all’arte, per tutti noi, significa proteggere le emozioni. Mostra curata da Kira Perov, prodotta e organizzata da Arthemisia con la collaborazione del Bill Viola Studio. Sponsor: Generali Valore Cultura; consigliata da Sky Arte. Catalogo: Skira. (ph_allestimento courtesy of Arthemisia Press Office; Kira Perov © Bill Viola Studio: in apertura, The Greeting, 1995; a seguire: The Reflecting Pool, 1977-9; un dettaglio dell’allestimento nelle splendide sale di Palazzo Bonaparte)
Bill Viola, Icons of Light Fino al 26 Giugno 2022Palazzo Bonaparte – Piazza Venezia, 5 RomaInfo e prenotazioni: tel. 06 87 15 111 www.mostrepalazzobonaparte.itwww.arthemisia.it