{"id":8951,"date":"2025-06-23T09:06:27","date_gmt":"2025-06-23T09:06:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.farecentronews.com\/?p=8951"},"modified":"2025-06-23T09:49:17","modified_gmt":"2025-06-23T09:49:17","slug":"poemi-della-terra-nera-le-opere-visionarie-di-wangechi-mutu-alla-galleria-borghese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.farecentronews.com\/?p=8951","title":{"rendered":"Poemi della terra nera. Le opere visionarie di Wangechi Mutu alla Galleria Borghese"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.farecentronews.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/COMPOSIT_PH_MDB-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.farecentronews.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/COMPOSIT_PH_MDB-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8954\" style=\"width:343px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.farecentronews.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/COMPOSIT_PH_MDB-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.farecentronews.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/COMPOSIT_PH_MDB-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.farecentronews.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/COMPOSIT_PH_MDB-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.farecentronews.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/COMPOSIT_PH_MDB-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.farecentronews.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/COMPOSIT_PH_MDB-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.farecentronews.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/COMPOSIT_PH_MDB-2048x2048.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Galleria Borghese<\/strong>, <strong>Roma<\/strong>. Sulla facciata, nei Giardini Segreti e nelle sale interne emergono con forza le creazioni dell&#8217;artista keniota-americana <strong>Wangechi Mutu <\/strong>in dialogo con le opere della collezione permanete della Galleria.L&#8217;impatto \u00e8 forte e non passa inosservato, catturando l&#8217;attenzione del pubblico che viene trasportato dall&#8217;arte classica a quella contemporanea verso mondi sconosciuti. <em><strong><em><strong>Poemi della terra nera<\/strong><\/em><\/strong><\/em>, a cura di <strong>Clo\u00e9 Perrone<\/strong>, \u00e8 infatti un progetto<em> site-specific <\/em>ricco di risonanze etniche, miti, contrasti e misteriosi richiami che invitano lo spettatore a vivere il museo non solo come uno spazio di memoria, ma come un luogo di immaginazione e trasformazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La mostra<\/strong><br>Il titolo evoca il profondo significato della pratica duplice di Mutu, intrecciata tra poesia e mitologie, ma profondamente ancorata ai contesti sociali e materiali contemporanei. La &#8220;terra nera&#8221;, ricca e malleabile sotto la pioggia, quasi come argilla, appare in molteplici geografie, inclusi i Giardini Segreti della Galleria Borghese, che offrono un punto di risonanza con l&#8217;immaginario dell&#8217;artista. Da questa terra, le sculture sembrano emergere, come modellate da una forza primordiale, dando vita a storie, miti, ricordi e poesie. La metafora sottolinea la forza generativa e trasformativa del suo lavoro: radicato nella materialit\u00e0 ma aperto a molteplici interpretazioni future. Attraverso la scultura, l&#8217;installazione e l&#8217;immagine in movimento, l&#8217;artista propone un approccio innovativo allo spazio museale, che sfida la gerarchia, la permanenza e il significato fisso. Il museo non \u00e8 pi\u00f9 un contenitore statico di oggetti &#8211; seppur emotivamente \u201cparlanti\u201d come le opere di Caravaggio o Canova &#8211; ma come un organismo vivo, in continua trasformazione, plasmato dalla perdita, dall&#8217;adattamento e dalla riconfigurazione.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.farecentronews.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/wangechi-mutu-1-Ph.-by-Khadija-Farah-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.farecentronews.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/wangechi-mutu-1-Ph.-by-Khadija-Farah-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8956\" style=\"width:290px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.farecentronews.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/wangechi-mutu-1-Ph.-by-Khadija-Farah-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.farecentronews.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/wangechi-mutu-1-Ph.-by-Khadija-Farah-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.farecentronews.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/wangechi-mutu-1-Ph.-by-Khadija-Farah-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.farecentronews.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/wangechi-mutu-1-Ph.-by-Khadija-Farah-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.farecentronews.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/wangechi-mutu-1-Ph.-by-Khadija-Farah-1365x2048.jpg 1365w, https:\/\/www.farecentronews.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/wangechi-mutu-1-Ph.-by-Khadija-Farah-scaled.jpg 1707w\" sizes=\"auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le sezioni<\/strong><br>La mostra si articola in due sezioni complementari. Presenze eteree che si librano in aria, volano leggere, oppure sono poggiate su piani orizzontali. Opere come<em> Ndege<\/em>, <em>Suspended Playtime<\/em>,<em> First Weeping Head <\/em>e <em>Second Weeping Head<\/em> sfidano la logica gravitazionale, pendendo delicatamente dai soffitti e incorniciando nuove vedute. Il campo visivo del museo si ridisegna e nuove modalit\u00e0 di percezione si aprono al nostro sguardo. I materiali \u2013 bronzo, legno, piume, terra, carta, acqua e cera \u2013 sono cruciali per l\u2019etica della mostra. Il bronzo in particolare, si spoglia del suo significato pi\u00f9 tradizionale per diventare veicolo di memoria ancestrale, di recupero e di molteplicit\u00e0. Inserendo sostanze organiche, fluide, mutevoli in un contesto tradizionalmente dominato dal marmo, dallo stucco e dalle superfici dorate, l&#8217;artista ribadisce la poetica della trasformazione, del divenire, anticipando cos\u00ec un tema che sar\u00e0 centrale nel programma espositivo del museo del 2026: le metamorfosi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La facciata e i giardini<\/strong><br>All&#8217;esterno, sulla facciata del museo e nei Giardini Segreti si dispiegano: <em>The Seated I<\/em> e <em>The Seated IV<\/em>, due moderne cariatidi realizzate per la facciata del Metropolitan Museum di New York nel 2019 nell\u2019ambito della Facade Commission, che sembrano presenze di altri mondi seppur richhe di emblematiche allusioni alla tradizione africana; <em>Nyoka, Heads in a Basket, Musa <\/em>e <em>Water Woman<\/em>, che reinterpretano i vasi archetipici come spazi di trasformazione. Con<em> The End of eating Everything<\/em>, Mutu espande il proprio linguaggio artistico attraverso il video, in una dimensione temporale e immersiva per l&#8217;esplorazione del mito. Queste opere danno vita a nuove forme ibride, in parte umane, in parte mitologiche, in parte contenitori simbolici, attingendo alle tradizioni dell\u2019Africa orientale e alle cosmologie globali, che sembrano emergere da un terreno simbolico. La loro posata presenza nei giardini e sulla facciata, offre un contrappeso all&#8217;ordine classico del sito, sfidando la forma idealizzata e la narrazione lineare a favore dell\u2019ambiguit\u00e0, dell\u2019alterit\u00e0 e della presenza spirituale. Anche il suono, vero o suggerito, e la sua traccia giocano un ruolo sottile ma pervadente nella mostra: dal ritmo sospeso di <em>Poems for my great Grandmother I <\/em>al testo appoggiato di <em>Grains of War &#8211;<\/em> tratto dalla canzone War di Bob Marley ispirata ad una figura chiave dei movimenti anticoloniali &#8211; l&#8217;ultimo imperatore d&#8217;Etiopia Haile Selassie (1930-1974), il cui discorso del 1963 alle Nazioni Unite chiedeva la fine dell&#8217;ingiustizia razziale. Il linguaggio diventa scultoreo e il suono una forma di memoria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L&#8217;American Academy in Rome<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mostra prosegue all&#8217;<strong>American Academy in Rome<\/strong>, dove \u00e8 esposta <em>Shavasana I<\/em>. La figura in bronzo, sdraiata e coperta da una stuoia di paglia intrecciata, \u00e8 intitolata alla posa yoga \u201cshavasana\u201d e si ispira a un reale fatto di cronaca. La collocazione, nell\u2019atrio dell\u2019Accademia, alla presenza di iscrizioni funerarie romane, fa da cassa di risonanza al concetto di morte, abbandono e dignit\u00e0 del vivere. <em>(fonte testi: Ufficio Stampa Lara Facco; crediti foto: in apertura, la facciata del Museo, con le due opere ieratiche di Wangechi Mutu, The Seated I e The Seated IV, ph_<strong>\u00a9<\/strong>Marina De Benedictis; a seguire un composit dei dettagli delle stesse opere esterne, ph_<strong>\u00a9<\/strong>Marina De Benedictis; infine, un intenso ritratto posato di Wangechi Mutu, ph. by Khadija Farah)<\/em> La mostra \u00e8 resa possibile grazie al sostegno di FENDI, sponsor ufficiale dell\u2019esposizione. Il programma di incontri che accompagna l\u2019esposizione, dal titolo <em>Esistere come donna<\/em>, \u00e8 organizzato da Electa con Fondazione Fondamenta e affronta i temi della mostra attraverso dialoghi e lezioni con partner istituzionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Wangechi Mutu, Poemi della terra nera<\/strong><br><strong>Galleria Borghese<\/strong><br>Piazzale Scipione Borghese, 5 Roma<br><strong><em>sino al 14 settembre 2025<\/em><\/strong><br><a href=\"http:\/\/www.galleriaborghese.beniculturali.it\/\"><strong>www.galleriaborghese.beniculturali.it<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Galleria Borghese, Roma. Sulla facciata, nei Giardini Segreti e nelle sale interne emergono con forza le creazioni dell&#8217;artista keniota-americana Wangechi Mutu in dialogo con le opere della collezione permanete della Galleria.L&#8217;impatto \u00e8 forte e non passa inosservato, catturando l&#8217;attenzione del pubblico che viene trasportato dall&#8217;arte classica a quella contemporanea verso mondi sconosciuti. Poemi della terra [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":8953,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,30],"tags":[86,4275,4274],"class_list":["post-8951","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte-cultura","category-mostre","tag-in-evidenza","tag-poemi-della-terra-nera","tag-wangechi-mutu"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.farecentronews.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8951","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.farecentronews.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.farecentronews.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.farecentronews.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.farecentronews.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8951"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.farecentronews.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8951\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8959,"href":"https:\/\/www.farecentronews.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8951\/revisions\/8959"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.farecentronews.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8953"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.farecentronews.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8951"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.farecentronews.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8951"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.farecentronews.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8951"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}