Canto Libero al Teatro Olimpico. Sold out a Roma in due serate

Due serate in sold out per Canto Libero, l’evento del 19 e 20 febbraio al Teatro Olimpico dedicato a Battisti/Mogol ideato dalla omonima band capitanata dal leader Fabio “Red” Rosso voce del gruppo, che dal 2015 con la benedizione di Mogol ripercorre i più noti successi italiani in onore del duo musicale, partendo dagli anni ’70 e reinterpretando il tutto con arrangiamenti sublimi grazie all’apporto di ben sette musicisti, due vocalist, un tecnico del suono e l’ottima direzione artistica.
E Red Rosso – con la sua personalissima interpretazione sul palco fatta di voce ora sussurrata ora roca – spiega al pubblico che i pezzi sono volutamente riarrangiati per non imitare in alcun modo lo stile delle (intoccabili) canzoni originali. E infatti il risultato è un altro: non un concerto di cover ma uno spettacolo ricco e pieno, dagli assolo di Rosso accompagnato dalle note al pianoforte raffinatamente suonate da Stefano Bigontina (che cura anche la direzione musicale) alle parti corali con le splendide voci di Joy Jenkins e Michela Grilli, sino all’avvolgente abbraccio dell’intera band. Ciò che spicca è il potere della musica con note rock, blues e soul espresse in portentose interpretazioni personali. La magia, infatti, nasce ex novo attraverso la maestrìa di Emanuele “Graffo” Grafitti che suona le chitarre passeggiando sul palco; Luigi Di Campo che le pizzica con apparente nonchalance; Alessandro Sala impegnato al basso e alla programmazione al pc; il grande Luca Piccolo alle tastiere; la batteria di Jimmy Bolco; le percussioni e la batteria di Marco Vattovani. Dulcis in fundo, il tecnico del suono Jan Baruca, con la direzione artistica di Giovanni Vianelli. Pubblico in delirio, fra applausi e balli.
(crediti immagini: in apertura, ph_©Francesco Chiot/Good Vibrations Entertainment, a seguire, uno scatto sul palco courtesy of Ufficios Stampa Fabiana Manuelli)

Canto Libero docet
Spiega Fabio Red Rosso, il frontman della band: «Dopo aver studiato molto la sua musica, Battisti mi ha sorpreso ancor di più. Secondo me, è stato il più grande artista che abbia mai attraversato il panorama musicale italiano, per quantità e qualità di brani. “Un genio della melodia” come l’ha definito David Bowie. E poi, io amo anche la sua voce. Quando sono sul palco, ho grande rispetto per quel che faccio, intendo nei suoi confronti, e spero sempre di farlo al meglio. Di certo ci metto tutto me stesso. E spero di trasmetterlo al pubblico. È uno spettacolo studiato nei minimi dettagli, nulla è lasciato al caso, arrangiamenti curatissimi, dinamiche e scenografie. Insomma, ci abbiamo messo il cuore».
Giovanni Vianelli aggiunge: «Da parte mia non c’è nessuna intenzione di rendere “attuale” il sound delle canzoni di Lucio Battisti. Noi cerchiamo solo il sound giusto nei limiti delle nostre possibilità, e non lo facciamo in modo attuale, ma in modo volutamente classico: non usiamo click se non come riferimento iniziale, nessuna sequenza, ci sincronizziamo spontaneamente con i filmati, suoniamo con la strumentazione del buon vecchio rock, saliamo in dieci sul palco fregandocene delle attuali esigenze del mercato. Queste sono cose che il nostro pubblico apprezza, e io sono totalmente d’accordo con loro! Ogni grande band apprende dalle altre ma deve andare alla ricerca del proprio sound, altrimenti non sarà che una brutta copia, è inevitabile. Nella nostra band ogni musicista ha il suo stile ed è amato per il suo stile. Io mi preoccupo di incanalarlo nella canzone».
Il tour è prodotto dalla Good Vibrations Entertainment e le date di Roma al Teatro Olimpico sono in co-produzione con Menti Associate.
www.facebook.com/band.cantolibero/?fref=ts
www.canto-libero.it
www.teatroolimpico.it

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