Raffa. La rivoluzione dell’ombelico

Un’artista unica. Una donna di carattere. Una professionista serissima. Raffaella Carrà è un’icona assoluta, senza attribuzione di genere: non è solo un ideale per uomini e donne etero o un simbolo della parità dei sessi, né il mito esclusivo della comunità lgbtq+. Lei è di più: è arte pop, libertà, modernità. È pura rivoluzione: Raffaella scopriva l’ombelico quando l’Italia era ancora conformista. Attirava l’ammirazione di tutti, ballando le coreografie con perfetta disciplina e movenze ultra femminili. Indossava costumi da sogno ancora oggi attualissimi, realizzati con maestrìa dai migliori Sarti italiani. Lei, con la sua carica energetica profondamente sui generis, cambiava le regole del gioco: con sensualità, totale assenza di volgarità e una spiccata ironia. Il tutto in una tv ancora in bianco e nero, dove esistevano solo le trasmissioni targate Rai, riuscendo irrevocabilmente a entrare nell’immaginario collettivo di ogni generazione per oltre 50 anni. Raffa, una incredibile forza della natura, ogni volta diversa ma sempre fedele a sé stessa. Oggi, a due anni dalla scomparsa e a 80 dalla nascita, è celebrata da un interessante docufilm evento del regista Daniele Luchetti nelle sale sino al 12 luglio. Imperdibile. (Nelle immagini_courtesy of Nexo Digital Area Comunicazione: in apertura, RAFFA_credit_archivio privato Pelloni_PELLONI_40; a seguire, la locandina del film; in chiusura, RAFFA_credit_Reporters Associati & Archivi_REPORTERSASSOCIATI_16376 – 02 – CARRA’ BONCOMPAGNI UDIENZA PAPA GIOVANNI PAOLO II – 1984 N)

Raffa, il film
Da ragazzino dichiaravo di non amare Raffaella Carrà. In realtà ne ero turbato e segretamente innamorato. Da adolescente pensavo fosse solo un’icona pop mentre io ero interessato a culture alternative. Lei troneggiava dalla tv del salotto mentre pranzavamo, e nonostante fingessi di essere scandalizzato dal disimpegno delle sue trasmissioni di mezzogiorno, come chiunque, ero attaccato al televisore e ai suoi primi piani. Girare Raffa è stata per me un’occasione speciale. Rivivere a distanza di anni, e finalmente senza pregiudizi, le ragioni del suo travolgente successo, mi ha fatto capire quanto ad essere avanti fosse lei, non io che semplicemente seguivo altri grandi fenomeni costruiti a consumo dei giovani”, dichiara Daniele Luchetti dopo la realizzazione del suo film documentario “Raffa, il ritratto inedito di un’icona senza tempo”– scritto da Cristiana Farina con Carlo Altinier, Barbara Boncompagni, Totò Coppolino, Salvo Guercio – ricchissimo di contributi e interviste che ci svelano soprattutto una Carrà privata nonché la sua lunghissima carriera densa di esperienze professionali sia in Italia che all’estero. Raffaella era in realtà una persona riservatissima, giustamente gelosa del privato, in controtendenza rispetto alla maggior parte delle star del mondo dello spettacolo. Una donna che ha lottato per affermarsi in un mondo maschilista, ma anche una donna che ha amato e sofferto. L’infanzia in Romagna segnata dall’abbandono del padre; il flirt “da copertina” con Frank Sinatra; i suoi due grandi amori; il rimpianto per una maternità mancata; moltissimi trionfi, crisi e rinascite: il film permette di scoprire qualcosa di più della vita dell’Artista che ha venduto ben 60 milioni di dischi, è stata attrice di cinema, soubrette, ballerina, autrice e conduttrice tv. Nel film – un titolo originale Disney+ prodotto da Fremantle – i contributi di: Barbara Boncompagni, Tiziano Ferro, Matteo Pelloni, Enzo Paolo Turchi, Bob Sinclar, Renzo Arbore e tanti altri.

Raffa, il ritratto inedito di un’icona senza tempo
Nei cinema nazionali sino al 12 Luglio 2023
Le sale e il trailer al link: www.nexodigital.it/raffa

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