Teatro Comunale di Ferrara. Ricordando Carla Fracci

Eterea, candida, immensamente brava. L’étolie della Scala Carla Fracci ci ha lasciato giovedì 27 Maggio, forse per continuare a danzare nell’eterno empireo. In queste ore, naturalmente, si susseguono numerose manifestazioni di cordoglio da ogni parte del mondo. Tanti sono i ricordi di chi ha avuto il privilegio di apprezzare la sua arte e la sua persona, perché la Fracci ha avuto una lunghissima carriera fatta di danza classica (e non solo), con interpretazioni sempre sublimi. Al Teatro Comunale di Ferrara, ad esempio, l’Artista si è esibita in due occasioni, come ricordano commossiil direttore Moni Ovadia e il direttore artistico Marcello Corvino: la prima nella stagione di balletto 1982-83, il 23 gennaio 1983 con Mirandolina – balletto in tre atti di Beppe Menegatti tratto dalla commedia La locandiera di Carlo Goldoni – con musiche di Baldassarre Galuppi, coreografia di Alfred Rodrigues, regia Beppe Menegatti e bozzetti e figurini di Anna Anni. Carla Fracci interpretava proprio la locandiera Mirandolina, protagonista della commedia, e con lei sul palco dell’Abbado i primi ballerini Gheorghe Iancu, Ludwig Durst, Tiziano Mietto, poi Bruno Vescovo, Jacqueline De Min e Aurora Benelli. La seconda volta, nella stagione di danza del 1998-99, il 24 novembre 1998 con Torino Danza – L’Ensemble, con lo spettacolo L’Heure exquise – variazioni su un tema di Samuel Beckett Oh, les beaux jours – regia e coreografia di Maurice Béjart con la collaborazione di Anne Delbée. Interpreti: Lei Carla Fracci e Lui Micha Van Hoecke, per una coproduzione L’Ensemble di Micha Van Hoecke e Festival Torino Danza, assistente alla coreografia Yoko Wakabayashi, scene e luci di Roger Bernard, costumi di Luisa Spinatelli e musiche di Anton Webern, Gustav Mahler e Wolfgang Amadeus Mozart. Lo stesso giorno, nel pomeriggio, al Ridotto del Teatro era stato presentato il volume L’abc del balletto di Marinella Guatterini (Guide pratiche Mondadori).

I ricordi di Moni Ovadia e Marcello Corvino
Ho avuto la grande fortuna di conoscere Carla Fracci e di averla vista ballare sul palcoscenico della Scala – ricorda Moni Ovadia, direttore della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara – Era non solo una ballerina mitica, per le sue capacità coreutiche, ma anche per la sua inarrivabile espressività. Di Carla Fracci – aggiunge Ovadia – ho conosciuto anche un altro aspetto: la sua semplicità e la sua profondità umana. Era una persona che oltre all’arte coltivava una forte passione civile”.
Carla Fracci – aggiunge Marcello Corvino, direttore artistico dell’Abbado di Ferrara – ha avuto il merito di essere riuscita a portare la danza nelle case degli italiani e di aver reso popolarissimo un genere piuttosto sofisticato, che certamente ha bisogno dei nostri meravigliosi teatri per essere rappresentato, ma che lei ha reso fruibile ad un pubblico ampio e popolare, senza svilirne mai il contenuto. Ha raggiunto gli italiani con la bellezza, la maestria, l’eleganza e la tecnica che mettevain tutto quello che faceva. Sarà sempre un’icona, e la sua serietà e la passione saranno punti di riferimento, un esempio per tutti quelli che intraprendono un percorso professionale nel mondo della danza e dello spettacolo” (foto courtesy of_Fondazione Teatro Comunale Ferrara_ Ufficio Stampa: in apertura, Carla Fracci sul palco ferrarese, ph_Marco Caselli Nirmal; a seguire, una bella immagine dell’Artista durante uno spettacolo)

Fondazione Teatro Comunale di Ferrara
C.so Martiri della Libertà, 5 – Ferrara
info: 0532218311
www.teatrocomunaleferrara.it

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