L’Effettismo a Roma. Alla scoperta di una nuova corrente artistica

E’ un nuovo Movimento Artistico, nato dalla passione per l’arte di Franco Fragale che credeva profondamente nello scambio di emozioni fra un’opera e il suo osservatore. Una corrente d’arte nuova che fonda le sue basi sulle tecniche tradizionali della pittura squisitamente italiana, evitando di emulare l’arte estera, di copiare o imitare alcunché, di produrre “arte che arreda”. Nel Manuale del fondatore dell’Effettismo, infatti, si legge che “l’Effettista non è imbrigliato nelle categorie, adora la libertà di soggetto e di stili. La tecnica è uno strumento dell’idea”. L’ispirazione pura e la creatività individuale sono così al centro di tutto, e le diverse tecniche sono semplicemente un mezzo di espressione. Per questo, dopo la scomparsa del padre avvenuta sei anni fa, Francesca Romana Fragale ha preso le redini di un progetto così importante sviluppando attorno ad esso una nutrita comunità di Artisti eclettici e ispirati. E finalmente a Novembre dello scorso anno, nella prima mostra/laboratorio presso la Cappella Orsini a Roma, in tredici hanno firmato il Manifesto dell’Effettismo: insieme a Francesca Romana Fragale, Claudio Morleni, José Van Roy Dalí, Elisa Camilli, Daniela Delle Fratte, Ivan Vicari, Daniela di Bitonto Sello, Emanuela Corbellini, Francesca Falli, Andrea Festa, Mario Nicosia, Mario Bresciano ed Elvira Sirio. Vice Presidente dell’A.I.A.M. – l’Accademia Internazionale di Arte Moderna – già Avvocato penalista, Francesca dichiara riguardo l’Effettismo, che “Il dipinto, con i suoi “effetti” creati dal tocco dell’Artista, è chiamato a generare empatia e stupore, qualcosa di speciale nell’animo. Noi ci riconosciamo nelle ricerche di Jean Pierre Changeux, professore di neuroscienze dell’Istituto Pasteur di Parigi, che ha studiato la relazione tra arte e cervello umano. L’opera deve colpire entrambi gli emisferi del cervello: il destro, ossia l’emozione, quanto il sinistro, ossia la ragione”. Quindi il dipinto è una vera esperienza intima fra chi ha creato e il fruitore. Grazie al ricorso a strumenti tecnici classici utilizzati in chiave attuale, senza bisogno di abusare nell’uso delle nuove tecnologie, l’opera può essere astratta o figurativa, ad olio, acrilico, e così via in un mix di tecniche che fanno sempre capo alla maestrìa dell’autore. Il cui intento non è cripticamente parlarsi addosso, ma comunicare sempre un’emozione speciale al proprio pubblico: lo stupore emotivo.

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Ivan Vicari. Effettista, musicista e biologo marino
L’Artista vive e lavora a Roma. Classe 1957, è biologo marino, musicista (virtuoso dell’Hammond) e pittore. Da alcuni anni si è dedicato intensamente alla pittura acrilica scoprendo grandi similitudini fra il linguaggio musicale e l’immagine prodotta dalle sfumature dei colori, per comunicare sempre stati d’animo profondi. Ha frequentato la scuola “Effetto Natura” a Roma e partecipato a diverse esposizioni e concorsi, fra cui citiamo il Concorso Internazionale dell’A.I.A.M dove ha ottenuto un importante riconoscimento. Attualmente espone sino a Sabato in una collettiva di Effettisti in Via del Corso, 528. (Nelle immagini, in apertura: Ivan Vicari dinanzi a due sue opere esposte a Via del Corso 528: a sx “L’Ispirazione”, dove l’Artista rappresenta il momento dell’insight creativo, che può rivelarsi inaspettatamente in un momento di contemplazione della natura; a dx, “Anime ritrovate”, dove metaforicamente rappresenta l’incontro amoroso in un intimo, infinito abbraccio che sconfigge la solitudine. A seguire, le opere nel dettaglio. ph_Marina De Benedictis, tutti i diritti riservati)

L’Effettismo_Mostra di arte contemporanea
Via del Corso, 528
Sino a Sabato 8 Febbraio 2020
Orari: dalle ore 17 alle 19
Rete Oro_ Arte24
15 Febbraio, ore 20.00
16 Febbraio, ore 23.00
18 Febbraio, ore 23.30
E sui canali Facebook e Youtube di Arte24 dal 16 Febbraio