Tre cose belle della vita. A Villa Borghese

Qualcuno una volta ha scritto di fare questo esercizio, ogni giorno: cercare tre semplici cose belle che ci rendano felici. E io lo faccio sempre. Così a Villa Borghese c’è una magica valle con un’infilata di platani pluricentenari che sembrano elefanti. I loro rami contorti si sfiorano l’un l’altro come se si parlassero, i loro tronchi sono così grandi che ci vogliono almeno quattro persone a braccia aperte per cingerli per bene. Sono così ancorati al terreno, che tu ti senti piccolo, leggero e svuotato dai pensieri. Uno è grande e cavo che ci si può stare dentro; un altro è alto e magro, perfetto come un’opera d’arte con quell’oblò piantato proprio lassù, in cima; poi c’è quello basso e largo, muto e saggio come un vecchio che ha tanto vissuto. Stanno lì, uno in fila all’altro, da 400 anni a testimoniare che la natura è meravigliosamente superiore all’essere umano.

Poi la sorpresa arriva altrove: un cane corre all’impazzata su un tappeto di foglie dai bellissimi colori invernali. Ocra dorato, tabacco, terra bruciata, carminio per ispirare poeti, innamorati e artisti. Infine, alzo lo sguardo e sui rami scopro dei piccoli pappagalli verde smeraldo, contro un cielo così azzurro e pieno di sole che stordisce. Il mio esercizio per oggi è finito. Voi potete farlo quando volete e ovunque, ma a Roma viene meglio.

(ph_Marina De Benedictis, tutti i diritti riservati: i bellissimi esemplari ne La Valle degli Antichi Platani a Villa Borghese)

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