Oishii Nippon, un’ondata di sapori sulle nostre tavole

Nell’edizione 2019 di Taste of Roma, la kermesse enogastronomica autunnale, immancabile appuntamento per i cultori del buon mangiare e del buon bere, trovo una piacevole novità. Presso il raffinato stand del Sushisen, prestigioso nonché unico ristorante romano “straniero” presente all’evento, faccio la conoscenza di Ike Tokita, titolare del Tokita Seed Group, che dal 1917, distribuisce in tutto il mondo sementi giapponesi. Con l’aiuto di Serena Fuji, executive adviser, e per l’occasione preziosa interprete, chiedo a Tokita-san di parlarmi del progetto Oishii Nippon, il cui bellissimo logo richiama la celeberrima “onda” di Hokusai. Con voce garbata, sorridente ed elegante nel suo tradizionale yukata, il signor Tokita mi racconta quando e come nacque l’idea di diventare produttori ed esportatori internazionali di sementi. “ La famiglia di mio nonno aveva un grande emporio, quello che oggi sarebbe un supermercato, e una parte di esso era riservata alla vendita di sementi di verdure. Un giorno mio nonno si chiese: perché non ci dedichiamo ad un business solo di sementi? Ben presto non si limitò alla semplice produzione di sementi, ma cominciò a studiarne dei miglioramenti. Nella seconda generazione, mio padre aveva previsto che il mercato giapponese sarebbe diventato sempre più ristretto e quindi pensò che era giunto il momento di espandersi all’estero. Quarant’anni fa mio padre vendeva già sementi nella vicina Taiwan, che all’epoca era una colonia giapponese, mentre io venticinque anni fa, ho esteso le esportazioni al mercato internazionale cominciando dall’India per poi approdare in Italia ed oltreoceano in Cile. Il nostro interesse oggi,” prosegue Tokita -san “ e questo coinvolge il progetto Oishii Nippon, è di produrre sementi di verdure che si adattino alle differenti situazioni climatiche e ambientali dei relativi paesi. Verdure standard e quindi cavolfiori per l’India, broccoli per gli Stati Uniti, pomodorini per l’Italia. Dieci anni fa, abbiamo cominciato ad importare i Giappone, attraverso il progetto Gusto Italia, semi di verdure italiane adattandoli al clima piuttosto umido del mio paese, con risultati sorprendenti. Ora in Giappone, ad esempio, si posso gustare degli ottimi broccoli romaneschi. ”. Conclusa l’intervista mi viene regalata una busta contenente i prodotti di punta che fanno parte del progetto Oishii Nippon in Italia. All’interno trovo delle cose nuove come la Zuccurì, una zucca dal curioso sapore di castagna; cose dall’aspetto più familiare come i Negi, simili a dei porri ma più esili e altrettanto saporiti; gli Shishimai, letteralmente bocca di leone, piccoli peperoni che ricordano molto i nostri friggitelli; e infine la rapa bianca Sweet Kabù dal gusto delicato. Ringrazio con un keirei, inchino giapponese, Tokita-san per la sua cortese disponibilità e Serena-san, elegantissima nel suo kimono blu per l’aiuto nel tradurre questa intervista. Non mi resta che correre a casa a provare queste verdure. Auguratemi buon appetito!

Per maggiori informazioni
www.tokitasementi.it

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