Nasce Rosautoctono. Per chi beve in rosa.

Nasce l’Istituto del vino rosa autoctono italiano. Sei produttori distribuiti in distretti significativi del Nord, nel Centro e nel Sud hanno firmato un’intesa per la promozione dei vin “in rosa” della tradizione italiana. Tra gli obiettivi in programma, la creazione di un Osservatorio con l’ausilio di Valoritalia e Federdoc. La compagine che raccoglie i Consorzi di tutela delle denominazioni di origine più rappresentative del settore (Bardolino Chiaretto, Valtènesi Chiaretto, Cerasuolo d’Abruzzo, Castel del Monte Rosato e Bombino Nero, Salice Salentino Rosato e Cirò Rosato) si prefigge di dare una spinta decisiva dal punto di vista promozionale, ma anche economico e culturale ai territori vocati alla produzione di vino rosé. “Abbiamo voluto usare la nuova definizione di vino rosa – spiega il presidente dell’istituto del Vino Rosa Autoctono Italiano, Franco Cristoforettiperché è quella che riassume le diverse identità dei territori del Chiaretto gardesano, del Cerasuolo abruzzese e del Rosato pugliese e calabrese, tutte fondate su vitigni autoctoni. Come esistono i vini rossi e i vini bianchi, ci teniamo a sottolineare che in Italia esistono i vini rosa, che tra l’altro nulla hanno da invidiare per tradizione e qualità ai rosé francesi, oggi dominanti sui mercati mondiali, dove si bevono 24 milioni di ettolitri di vino rosato, ma dove l’Italia deve e può raggiungere posizionamenti più importanti.” (Ph apertura credit Consorzio Valtènesi)