Andy Warhol al Vittoriano: quando l’arte si tinge di pop

Cominciò tutto con una zuppa, un barattolo di minestra in scatola preso dallo scaffale di un supermercato e volato in vetta all’Olimpo dell’Arte. Al genio di Pittsburgh, che quest’anno farebbe novant’anni, il Complesso del Vittoriano ha aperto le sue sale fino al 3 febbraio 2019 per una mostra che celebra Andy Warhol partendo dalle origini della Pop Art. Attratto da quegli oggetti e simboli di largo consumo che abbattevano il divario tra ricchi e poveri, Warhol persegue l’idea che anche una comune bottiglia di Coca Cola sia nelle mani di un ricco che in quelle di un povero avrebbe sempre lo stesso sapore. Si focalizza quindi su questi concetti immortalando nelle sue serigrafie oggetti ed icone pop della cultura americana partendo da Elvis, Marilyn, i Rolling Stones in un crescendo che lo porterà a realizzare nel 1969 Interview, un magazine interamente dedicato alle celebrità. Nella metà degli anni 70 dipinge senza tregua ritratti di personaggi avendo come base le polaroid scattate ai tanti vip che affollano la sua Factory, il suo studio tappezzato di carta stagnola sulla quarantasettesima est. Salvador Dalì, Bob Dylan, Truman Capote, Rudolph Nureyev, Jack Kerouac, Tenessee Williams, Mick Jagger e molti altri entrano nella sua Factory e nel mondo di Andy. Warhol diventa negli anni ’70 e ’80 il simbolo vivente ed estremamente prolifico di un rivoluzionario linguaggio artistico e culturale. Proclamava apertamente di non ricercare nessun messaggio nelle sue opere eppure fu in grado di sensibilizzare le masse offrendo loro una concezione moderna del pensiero. A trent’un anni dalla sua scomparsa, il mito Warhol è ancora vivo e pulsante a dispetto dei famosi 15 minuti di celebrità a cui, affermava, tutti noi abbiamo diritto almeno una volta nella vita.

Fino al 3 febbraio 2019
Andy Warhol
Complesso del Vittoriano – Ala Brasini
Via S. Pietro in Carcere – Roma
www.ilvittoriano.com