Quando le modelle sorridevano

Correvano gli anni ’80/’90 e il mood imposto dagli stilisti sulle passerelle era sorridere, volteggiare, ballare e ancora sorridere. Nell’era della donna manager, dei “paninari” e della gioia di vivere all’insegna dello sfrenato consumismo, la moda riproduceva in qualche modo quel lungo periodo socialmente felice anche durante le sfilate di haute couture. Oggi sembra impensabile che si possa essere così spensierati e gioiosi già in catwalk. Nel 2017, infatti, la maggioranza dei grandi fotografi di moda e dei fashion stylist internazionali suggeriscono – sin dietro le quinte delle collezioni o dello shooting – un’allure seriosa, un volto algido come raggelato in un frame, espressioni ferme, enigmatiche e nella maggioranza dei casi prive di gioia.

Noi di farecentronews ci siamo chiesti – insieme a sociologi e psicologi – il perché di questa ormai decennale tendenza al non-sorriso nelle sfilate di tutto il mondo. Un segno dei tempi? Lo specchio della depressione economica? Un personale atteggiamento esternato dal creativo? In ogni caso è così che il settore del fashion communication trasporta e vende messaggi al proprio pubblico: in un contrasto diretto fra gli abiti sapientemente realizzati nel dettaglio, la bellezza delle modelle e le immancabili labbra serrate. Per favore, stilisti e fotografi, fateci sognare ancora!

Nelle immagini: in apertura, Marit Ilison. Collezione P/E 2017_White Milano Fashion Week. A seguire, Wood Wood Fashion Show_White Man+Woman Milano 2017. “White” è il Salone della Moda di Gennaio che insieme a Camera Nazionale della Moda Italiana, ha portato in passerella interessanti brand contemporanei. (ph_courtesy of Ernesto Ruscio_Stefania D’Alessandro/Getty Images for White)

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