L’espressionismo tragico di Antonio Ligabue

antonio-ligabue-gorilla-conLe sale del Vittoriano ospitano fino all’8 gennaio 2017 i dipinti di quel genio tormentato originario svizzero ma vissuto fino alla morte presso le rive del Po che risponde al nome di Antonio Ligabue. Nato a Zurigo nel 1889 ed espulso vent’anni dopo dal suo paese, approda a Gualtieri dove incontra, ormai trent’enne, Romano Marino Mazzacurati, pittore cubista ed espressionista della Scuola Romana, che vede in Ligabue un talento da valorizzare. Sotto la guida del pittore, Antonio impara l’uso del colore ad olio e sviluppa un suo particolare discorso espressionista attraverso rappresentazioni della lotta per la sopravvivenza. Le sue tele sono popolate di animali della foresta e vi si ritrae spesso come testimone di quel tormento e di quella costante amarezza che lo hanno accompagnato nella sua vita. Un’esistenza vissuta tra l’ostilità e l’incomprensione dove trovava l’unico conforto nella rappresentazione del lavoro nei campi e degli animali, in particolare cani, che amava particolarmente. autoritratto-con-spaventapa100 le opere esposte, un excursus storico e critico sull’attualità pittorica di questo genio visionario autodidatta capace di trasfigurare la realtà attraverso il filtro di una sensibilità viscerale ma profondamente umana che gli valse la conquista di una propria identità d’artista.
Fino all’8 gennaio 2017
Complesso del Vittoriano
Ala Brasini
Via di San Pietro in Carcere
www.ilvittoriano.com

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